casa delle schiave

LA SCHIAVA BAMBINA, un caso estremo.

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Ora, vorrei farvi leggere Uno scambio di lettere che Diana ha avuto con una ragazza davvero singolare che inizialmente avevamo preso in considerazione.. Con un bisogno di sentirsi “figlia” e schiava che è davvero straordinario e vale la pena dì leggerlo. E molto interessante per molte ragazze che lo hanno letto.

 Se qualcuna ha esperienze simili ci scriva, saremo lieti di condividerle.

Cari Roger e Diana, mi chiamo Cristina provengo da una famiglia decisamente poco agiata della provincia di Milano, farò 20 anni in maggio (dimostrabile in caso di incontro con carta identità) però sono minuta e magrolina,e sembro una ragazzina adolescente anche se sono maggiorenne. Sono disoccupata, sempre poco considerata dai genitori che magari speravano in un paio di braccia più forti per portare il pane in tavola. Sono diplomata ad un professionale per sarte, single (ovvio) e con alcune esperienze bsx con delle amiche di parrocchia. La mia forma di masochismo si manifesta nell’imbarazzo. Più è grande il mio imbarazzo, e io sono timidissima, più la mia eccitazione aumenta. E’ una cosa che ho sempre avuto ed è aumentata sempre di più crescendo, si fa per dire. Cerco persone che sappiano assecondare il mio voler essere bambina, ponendomi in situazioni che per una bambina vera sarebbe normale, ma che per me risulterebbe altamente imbarazzante, per via della coscienza di essere grande. Giocare sull’altalena con una gonna corta mostrando le mutandine, o venire spogliata in un negozio di abbigliamento dalla “mamma” senza tirare la tenda, per non parlare delle possibilità che offre una spiaggia d’estate… In genere dimostro 9-10 anni, magari fossero 12! Ho fatto un annuncio ma purtroppo, molte persone che mi hanno risposto non hanno capito bene quello che cerco e sono state molto vaghe sul tipo di esperienza che mi propongono. Per la particolarità delle mie fantasie, Vi chiedo quindi di farmi un paio di esempi di situazioni di dominazione in cui potreste coinvolgermi, proprio allo scopo di capire se il mio messaggio è stato inteso.Se avete qualsiasi domanda non esitate a chiedere. Sarò pronta a darvi tutte le spiegazioni e le delucidazioni del caso..Io so di essere una ragazza di 20 anni, ma le esperienze che cerco, la rieducazione, deve portarmi a sentirmi con le buone o con le cattive una bambina. Io voglio esserlo, sia in casa che fuori. Soprattutto fuori. Un bacio a tutti e due. Miei cari Roger e Diana Avrei veramente voluto essere la vostra bambina e mi dispiace un sacco ma per motivi di distanza ho dovuto scegliere una coppia vicina a casa mia. Mi spiace davvero moltissimo e spero che mi vorrete bene lo stesso e che resteremo in contatto. Cris. Cara Cristina Il mio intuito femminile mi suggeriva che ti saresti fatta viva prima o poi. Sono contenta che le cose ti vadano bene e che tu abbia trovato il tuo ambiente ideale. Qui è successo un po’ di tutto visto che alla ragazzina di cui ti ho detto si è voluta aggiungere la sorellina, quella vera  solo di un anno più “vecchia” Quindi 18 e 19. Roger le ha tenute tutte e due anche se l’unico problema che abbiamo è la distanza che non è brevissima e che per ragazze così giovani porta ad assenze poco giustificabili in famiglia. Per il resto si comportano bene e il fatto di avere due bambine è molto stimolante come puoi immaginare. Insomma un po’ scomodo ma davvero speciale. Ti faccio tanti auguri per la tua nuova famiglia anche se a me personalmente un po’ spiace di non averti potuta tenere con noi. Avevi le caratteristiche giuste. E poi eravamo spiritualmente vicine. Baci Diana Cara Diana Mi farebbe molto piacere sapere come è cambiata la tua vita, le novità che, come me, hai dovuto affrontare. So che ti ho dato un dispiacere non avendo accettato la vostra offerta al tempo, ma effettivamente ho avuto un po’ paura di un tipo di relazione così evoluta e sofisticata come quella che proponevate. Papà Giorgio e Mamma Livia sono persone molto più semplici, sicuramente meno raffinate, ma mi offrivano quel senso di famiglia, quella morbosità estrema che riesce a scatenare il mio piacere senza dover stare attenta a non fare sbagli o cose del genere. Con loro, comportandomi con naturalezza, vivo esattamente il tipo di esperienza che cercavo. Ho persino dei nuovi amici (piccoli ovviamente.) In casa in questo periodo porto spesso il pannolino e il ciuccio, a volte anche quando usciamo. Vengo lavata in ogni angolo del mio corpo, anche dentro, ogni giorno, e accarezzata nelle parti intime praticamente di continuo. Ad ogni mancanza vengo ovviamente punita con una sculacciata o una privazione. Pranzo con i bavaglino e spesso la mamma mi imbocca o mi da il biberon. IMG_2270Quando usciamo sono vestita sempre da bambina piccola, anche in modo più infantile rispetto i 10-11 anni che dimostro. L’estate l’abbiamo passata in Romagna, in un residence per famiglie con una famiglia amica che aveva due bambini un maschio di 6 anni  e una femmina di 8. Il costume da bagno l’ho visto davvero poche volte e sentirmi gli occhi di tutti addosso, almeno così sembrava a me, riusciva a scatenarmi un’eccitazione immensa. Un bacio, Cristina Ciao Diana. Grazie per aver trovato il tempo di scrivermi. In questo periodo tengo pochi contatti con l’esterno e sentire una “voce”amica mi fa molto piacere. I video che mi hai mandato sono bellissimi. Non ne avevo mai visti come quelli. Bellissimo quello della ragazza bionda che si fa allattare da una donna adulta. Chiaramente io sono molto meno ingombrante di quella ragazza e penso sarebbe ancora più realistico. Anche la mamma talvolta mi attacca al seno, anche se non ha latte, ma è bellissimo lo stesso. Da come parli la tua vita ha preso una piega molto movimentata. Avrai tanto da fare e sono sicura che sarai bravissima con quelle bambine/ragazze. Mi ricordo ancora qualcuna delle tue idee e aspirazioni di quando ci stavamo conoscendo. L’idea di farmi fare la pipì nuda dietro le cabine del mare o di farmi vedere da un ragazzino mi è rimasta nel cuore fin da allora, anche se è stata inconsapevolmente realizzata da mamma Livia. Anche la mia vita è cambiata molto più di quanto avessi immaginato. Ti ho parlato di una famiglia con bambini piccoli la cui moglie sa di me e asseconda la mamma in tutto, dandole anche molti consigli. Da quest’estate ci frequentiamo assiduamente e ho scoperto che lei è un po’ la mia nemesi. E’ un’infantilista attiva, cioè le piace trattare le persone come bambini piccoli, a cominciare dai suoi stessi figli. Hanno 8 (femmina) e 6 (maschio) anni ma ne dimostrano mentalmente almeno un paio di meno. Mamma segue tutti i suoi consigli e questo mi ha portata ad essere trattata quasi come una neonata per gran parte del tempo. Usciamo spesso insieme, per fare compere, e tante volte le mamme ci comprano i vestiti uguali (di taglie di verse ovviamente). Hanno speso parecchio ultimamente, oltre a ciò che prendono al mercatino parrocchiale. Nei negozi le tende dei camerini non sono mai chiuse e se dobbiamo aspettare un altro abito da provarci non ci rivestono. Portiamo spesso tutti e tre il pannolino, ma questo te lo avevo già detto, anche in pubblico, e le mamme hanno sempre con loro una borsa da neonati con i cambi. In spiaggia quest’estate siamo state sempre nude, come piaceva a me, anche se non me lo aspettavo. La mamma aveva inizialmente delle perplessità sulla cosa ma la sua amica, il primo giorno di mare, appena arrivate in spiaggia, ha subito denudato i suoi e dopo un po’ è sceso anche il mio costumino. La sera quando uscivamo io e Valeria, la bambina, avevamo sempre vestiti leggeri e gonne cortissime. Una cosa utile per quando mi meritavo una sculacciata. Vengo punita per molte cose. Per non rispettare una qualche regola, vera o inventata al momento, oppure perché non obbedisco subito a qualche comando, o perché non rispondo adeguatamente, cioè parlando in modo infantile. Mi capita spesso quando sono in pubblico e devo rispondere a qualche estraneo. Non è facile e mi vergogno molto. La punizione principale è la sculacciata ma se siamo in pubblico e non si può un altro metodo correttivo è quello di trascinarmi in bagno e farmi togliere dei vestiti. Quest’estate, con il caldo, mi toglievano le mutandine e mi lasciavano senza, non curandosi delle volte neanche di andare in un bagno pubblico, mentre ora che fa freddo, con il cappottino sopra, la mamma mi trascina in un bagno e mi toglie tutto, tranne i collant e le scarpe. Mi fa rimettere il cappottino e devo girare così. Anche se sei coperta ti senti tutti gli occhi addosso, come se la gente sapesse che sei nuda sotto. Un’altra tipica punizione è girare in pubblico con il ciuccio in bocca, oppure in casa, stare in un angolo, rivolta ad una parete, con le mutandine abbassate, oppure appoggiata a qualcosa con le gambe divaricate. Ogni volta che ne hanno voglia mamma e papà passano e mi accarezzano più i meno forte, oppure mi piantano la lingua dentro. Un grosso bacione, Cristina Cara Diana sono felicissima di sentirti e uso volentieri una delle mie “finestre” di normalità per risponderti. Io sto bene e continuo ad essere felice della mia scelta. Oramai sono una bambina piccola in tutto e per tutto e anche a scriverti ho fatto un po’ fatica e ho dovuto rileggere parecchie volte perché ho dovuto imparare un nuovo modo di parlare, infantile, e questo si riflette anche quando scrivo. Ho passato la mia prima estate con la mia nuova famiglia, un misto di dolcezza e umiliazione, e quindi estrema eccitazione per me. Frequentiamo spesso un’altra famiglia con bambini piccoli (veri) la cui mamma però sa la verità su di me. Frequento un corso di danza moderna nella parrocchia locale e non sono più vergine, anche se la cosa non ha cambiato la mia concezione sul sesso, essendo io poco sensibile fisicamente. Sono tornata dal ponte passato con la mia famiglia biologica, e ti assicuro che non ne sono rimasta molto entusiasta. Stare attenta a come parlo, dover vestire per sembrare più grande, a disagio, senza contare l’indifferenza. Ormai è una casa dove non posso essere me stessa, quindi non vedevo l’ora di tornare da mamma Livia e papà Giorgio. Quest’estate, quando non portavo il pannolino, anche io avevo il mio vasino in bagno, e dovevo sempre chiedere a mamma o papà per fare i miei bisogni, pena sculacciata. Il lato più umiliante era quando c’erano altre persone, perché avevo l’ordine di chiederlo ad alta voce, e ti assicuro, che a questo non ci si abitua mai. Un conto è se c’è la signora Paola, l’amica di mamma e i suoi figli. Anche loro sono abituati così, quindi mi sento un po’ meno osservata, ma con totali estranei è diverso. A proposito di Paola, giovedì scorso ho passato l’intero pomeriggio con lei, con Valeria e Marco. Mamma doveva andare a fare una visita specialistica e si è lasciata convincere che non devo mai stare a casa da sola, così mi ha portata da lei subito dopo mangiato. Io ero vestita per stare in casa, ma la signora aveva in programma di uscire, quindi ha voluto che mi cambiassi, in un abbigliamento più adeguato. Appena la mamma se ne è andata mi ha portata in camera di sua figlia, mi ha spogliata quasi completamente (a parte maglietta e pannolino) e mi ha rivestita come una bambola, con vestito intero sotto al ginocchio, collant di lana traforata e scarpe di vernice nera. Alessia era vestita più o meno uguale. Siamo state all’Ikea per tutto il pomeriggio, ma quando ho cercato di avvisarla che dovevo fare pipi, sperando mi accompagnasse in bagno ha scrollato le spalle e mi ha detto che avevo il pannolino. Liberarsi in piedi, circondata di persone è una delle cose più umilianti del mondo, ma ancora peggio è quando abbiamo finito il giro e siamo andate nei bagno. Ci sono le stanze nursery nei bagni e ne ha approfittato per cambiare il pannolino bagnato a me e aMarco, con altre mamme nella stanza che ci guardavano divertite. Il mio simbolo di sottomissione, che porto volentieri e con orgoglio. Si tratta di un braccialetto d’oro che la mamma mi ha fatto mettere alla caviglia, che non devo mai togliere, e che serve a ricordarmi che sono di loro proprietà per mia scelta, e questo implica che sia illogico che mi ribelli. Infatti, subisco ogni punizione in totale passività, spesso cercandole, disobbedendo di mia volontà. Ovviamente ho il divieto più assoluto di toccarmi e quando trasgredisco la punizione arriva sempre nel momento più improvviso. Posso essere in salotto, in giardino, in garage, in cucina, non importa. Mi immobilizzano, mi abbassano pannolino o mutandine sul posto e mi masturbano ripetutamente a turno fino a farmi piangere e sentirmi male. I miei orgasmi, pur non violenti e in questo modo senza eccitazione, mi tolgono solamente le forze. Altre volte, con la stessa modalità, mi penetrano violentemente e papà si scarica sulla mia faccia in lacrime. Lo fanno sia davanti (non sono più vergine) che dietro. La settimana prossima avrò il mio primo saggio di danza moderna, quello di Natale, e sono molto emozionata. A quello di Giugno non avevo partecipato perché frequentavo da troppo poco tempo. L’incognita, come sempre, è che io sono la più grande della classe e sarò sicuramente sopraffatta da quel misto di eccitazione e vergogna che caratterizza la mia vita di adesso, soprattutto perché mi troverò davanti a tanta gente, con un costumino attillato (senza niente sotto), in posizioni “artistiche” in mezzo a bambine di 6-8 anni.

Tanti Baci Cristina

  1. serena

    11 Febbraio

    Caro Roger mi intrufolo, solo per dire che sono contenta che tu abbia realizzato questa cosa…per quanto mi riguarda .. Io sto sempre cercando, certe pulsioni non si possono cancellare…Un grande abbraccio. Serena

    • Felice

      29 Giugno

      Ciao Serena,che bella esperienza sarebbe mi piace molto fare il Daddy e seguire,insegnare,suggerire,consigliare,essere presente,nella vita di una bambina/adulta.
      Buona giornata,spero tu abbia trovato.
      Felice

  2. felice

    18 Febbraio

    ecco un sistema di schiavismo che avevo provato in passato,l’imbarazzo che provoca eccitazione,avevo questa schiava(ora sposata) questa testimonianza mi ha fatto ricordare la mia piccola avvocatina,vorrei veramente ripetere questa esperienza molto eccitante,mi piace molto l’infantilismo,ora che ho scoperto ciò che amo veramente,in effetti fare il master che frusta delle masochiste non è nella mia natura. Vi ringrazio di avermelo fatto scoprire.
    Felice

  3. Kenlee

    3 Aprile

    Bellissimo questo articolo, forse il migliore della pagina!
    Ci sono sviluppi?
    Grazie

  4. Felice

    3 Aprile

    La schiava o come si vuol chiamare, penso che abbia bisogno di essere seguita da una persona adulta che possa consigliarla, naturalmente bisogna pensare anche alla sua sessualità, è importante anche questo lato, anche se giovani hanno una sessualità forte, bisogna esaudire, seguo diverse in virtuale, e so cosa vogliono, qualsiasi età abbiano, è il cervello che comanda, perciò bisogna capirle e spronarle, esserle accanto, perché certe pratiche da sole non lo farebbero mai.

    • Roger

      3 Aprile

      Non bisogna mai dimenticare però l’aspetto spirituale a cui le ragazze vanno abituate sin da subito

  5. Felice

    3 Aprile

    Certo bisogna subito farle entrare in mondo spirituale diverso, cerco di farlo sempre adagio per non spaventarle, potrebbero fuggire, se hanno qualche dubbio, naturalmente se sono decise di entrare in questo mondo, è molto più semplice.

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