casa delle schiave

L’ ETA’ DEL CONSENSO, BASTANO 15 ANNI?

Un paio di settimane fa mi ha scritto una ragazza che chiameremo Anna.
E stata molto chiara sin da subito e mi ha detto: ho 15 anni e da sempre subisco, in maniera fortissima il fascino della sottomissione totale nei confronti di uomini molto più adulti di me. Non sopporto i miei coetanei e le, ragazze non mi interessano.
Una ragazzina così è sicuramente fonte di forte imbarazzo per un uomo qualunque. Anche perché non ti da alternative. Voglio Lei come Padrone anche se so che probabilmente sono troppo giovane. Mio padre ci ha abbandonate anni fa, e mia madre beve, e quindi non mi fido di lei. Voglio ricominciare tra le braccia di un Padrone serio che mi tenga anche nel futuro e mi faccia crescere onesta e senza vizi, droga o altro. La tentazione di aiutarla era ovviamente forte.
Ora io credo che, raramente ho sentito ragionamenti più sensati da una ragazza così giovane. Mi sono domandato quali sofferenza e solitudine fossero state presenti nella sua giovane vita.
La prima obiezione che potremmo fare è che la legge impedisce certi tipi di unioni, ma non è del tutto vero.

L’età non è una discriminante assoluta. In Italia, l’età del consenso è 14 anni. Significa che a partire da questo momento, qualsiasi giovane ragazzina può avere rapporti fisici quando, come e con chi vuole, inclusi rapporti omosessuali anche quando c’è un’elevata differenza d’età.
La materia è regolata dall’art. 609-bis c.p. che stabilisce che un maggiorenne può compiere atti sessuali con una 14 enne purchè il maggiorenne non sia un ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, vale a dire, altra persona alla quale, per ragioni di attenzione, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con lo stesso, una relazione di convivenza. In questo caso può compiere atti sessuali esclusivamente con minorenni consenzienti, ma di 16 anni compiuti (art. 609-quater c.p., comma 1). In sostanza il legislatore ha lasciato ampia libertà ma ha voluto tutelare i minori da situazioni di costrizione dalle quali non potrebbe difendersi. Fatta eccezione, naturalmente per la pedofilia (che rappresenta un reato a sè,).
Ora io mi sono chiesto: ma i rapporti con ragazzine giovani debbono essere per forza di carattere sessuale? E quanto sono diffusi nella vita vera?
La diffusione in realtà è elevatissima sopratutto oggi che molte ragazzine affiancano in segreto un uomo grande al proprio fidanzatino con il quale escono con gli amici. Fenomeni come i Sugar Daddy e little girls certamente diffondono una nuova libertà di comportamento.
E’ chiaro che sono rapporti affascinanti, la ragazza porta la gioventù e la vita e l’uomo porta la saggezza e la protezione.
Ma allora ognuno può fare quello che vuole?
Non propriamente. Bisogna fare i conti con l’opinione pubblica che disapprova, spesso per ignoranza, questi rapporti.
Dai giornalisti, agli inquirenti che intanto ti mandano sui giornali e poi in tribunale salvo poi assolverti dopo anni, quando la tua vita è rovinata.
Inoltre queste ragazze sono giovani e vivono in famiglia, lasciano lo smartphone  pieno di messaggi, ovunque, oppure si confidano con “la migliore amica” che le tradisce in un istante, rappresentano in sostanza dei soggetti a rischio per se stesse e gli altri a causa della loro ingenuità.
Ne vale la pena?

Ognuno decida per sè ma, a mio parere un buon livello di maturità si trova in una giovane ragazza intorno ai 16-17 anni, quando è ormai in grado di assumersi piccole responsabilità ed è a tutti gli effetti una donnina.
E poi in fondo i 16 di oggi non sono i 18 di ieri?

Non voglio incoraggiare o scoraggiare nessuno, dico solo fate attenzione a come vi muovete per restare nella legalità.

Roger

P.S. Le foto di questo articolo sono state acquisite dalla rete e non rappresentano persone reali.

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