casa delle schiave

Appartenere attraverso l’Amore

Ho sempre creduto che l’Amore ed il rapporto di dominanza e sottomissione potessero non solo coesistere ma anche rafforzarsi a vicenda. So bene che non tutti la pensano in questo modo anzi… Certo ci sono svariati modi di vivere l’S/M. Per molti è solo un gioco un pò trasgressivo da  praticare tra amici, altri vivono questo rapporto in modo più cerebrale, creando magari un legame più duraturo, ma orientato principalmente ad uno scopo sessuale. Solo raramente è dato trovare uomini e donne che avvertono così profondamente la loro personalità, dominante o sottomessa, da sentire l’assoluto bisogno  di viverla quotidianamente e naturalmente. E’ come rifugiarsi  in una specie di paradiso privato dove finalmente  possono essere liberi di vivere così come hanno sempre segretamente desiderato, e spesso in passato, rinnegato persino a se stessi. E’ certamente molto raro che questi due poli preziosi riescano a trovarsi e riconoscersi, ma quello che so con certezza è che essi possono creare la più grande fonte d’Amore che io abbia mai incontrato. La possibilità di liberare il proprio spirito è la prima esplosione di energia. Dà una sensazione di rinascita, come se tutto iniziasse in quel momento. La purezza, l’ innocenza, la sincerità …sensazioni che alimentano giorno dopo giorno una grande e meravigliosa fiducia reciproca che permette loro di poter essere, con quell’ unica persona al  mondo, nudi nell’ animo e senza maschera, cosa quasi impossibile persino tra fidanzati, o coniugi. Vorrei poter descrivere l’emozione di una schiava, che ogni sera appena avverte l’avvicinarsi dei passi del suo Padrone alla porta tornando dal lavoro e corre ad accoglierlo inginocchiandosi ai suoi piedi, felice. Non è molto simile nella medesima situazione, all’entusiasmo di una bimba che salta in braccio al papà? E non perché qualcuno gli abbia insegnato o ordinato di farlo, ma perché prova una grande gioia e sopratutto perché, per quella schiava adorante,  il Padrone è  la figura più importante della sua vita. Figura senza la quale non avrebbe nessuno che si occupa di lei proteggendola ed  educandola, magari severamente, ma senza permettere ai  pericoli del mondo esterno di danneggiare la sua serenità e felicità. Ma parliamo anche del dolore, della forma forse più estrema di Amore. Molti si sono chiesti: ma come e’ possibile amare chi ti frusta e ti da dolore fisico? Ho imparato tanti anni fa il significato profondo del dolore fisico che un Padrone impartisce  alla sua schiava. Accade qualcosa che ora io trovo sconvolgente e bello. E’ un’esperienza quasi metafisica. Accade  proprio in quell’attimo in cui il dolore che la schiava sta ricevendo dalla mano del Padrone, diviene,  raggiunta l’ultima soglia di sopportazione, davvero terribile, che improvvisamente tutto cambi. Le lacrime che sgorgano dai suoi occhi, si trasformano in un pianto incontrollato. I suoi occhi adoranti e colmi d’Amore fissano quelli Padrone. Avviene tutto in quei pochi istanti in cui lei stessa non capisce come quella reazione di dolore insopportabile possa subito dopo mutare in una sensazione di profondo benessere fisico e spirituale…e il dolore che prima le sembrava insopportabile diventa qualcosa di  sempre più piacevole. Un senso di pace infinita prende il posto dei singhiozzi e la sua voce, piena di gratitudine sussurra grazie…grazie Padrone, ti amo. Il dolore fisico ha liberato un pò di dolore morale che si portava dentro, accumulato nel tempo. Le lacrime hanno di nuovo reso pura la sua anima e il suo cuore è colmo d’Amore. E lei corre tra le Sue braccia a cercare consolazione e sicurezza. E’ quello che io chiamo il momento dell’Estasi. Ma la cosa più straordinaria è che questo Amore non è affatto a senso unico. Molti potrebbero pensare che la schiava o lo schiavo tenda inevitabilmente ad innamorarsi di chi lo possiede. E’ certamente vero, ma le cose in realtà procedono in modo assai più sottile. Piano piano, impercettibilmente, inesorabilmente, anche la schiava diventa indispensabile al Padrone fino a catturane l’anima stessa. Lui non può più essere se stesso senza la sua schiava, ha perduto la sua identità. Forse non lo ammetterà mai ma ha bisogno di lei come dell’aria che respira. La separazione in questo genere di coppie è una delle esperienze più dolorose e sconvolgenti che si possano immaginare. Una sola volta ho visto descritto bene questo rapporto ed e’ stato nel film “Portiere di notte” di Liliana Cavani in cui tutti ricorderete una splendida Charlotte Rampling, schiava e innamorata, Ed alla fine del film, ambedue, Padrone e schiava, finalmente ritrovatisi, preferiscono lasciarsi uccidere piuttosto che accettare una nuova separazione. Semplicemente non possono e vivere uno senza l’altra. E’ per questo forse che le coppie tra Padroni e schiave sono tra le più solide e quelle che spesso durano tutta una vita. O, almeno a me, piace pensare, illudermi, che sia davvero così.
  1. Lara Bianchi

    18 Novembre

    Il rapporto Dom/sub è qualcosa che va oltre l’amore, è un donarsi incondizionatamente affidandosi all’altro per il quale vive e dipendi in tutto e per tutto. All’inizio del mio percorso da slave è stato complicato accettare tutto questo, poi piano piano sono cresciuta e mi è entrato nella mente e nel cuore. Esprimerlo a parole non rende l’idea di quello che si prova; accettare di essere legata, affidare la propria incolumità ciecamente, anelare a una Sua attenzione sia premio o punizione, godere di Lui, donare il proprio dolore va oltre ogni cosa.

  2. Stella

    20 Novembre

    Padrone e slave…due facce della stessa medaglia…una cosa sola
    …l’uno non è niente senza l’altro !!!
    Paragono questo momento d’estasi, come dice Lei Master Roger, alla nascita di un bambino…al dolore allucinante del parto…e la gioia che si prova quando si prende in braccio il proprio figlio è infinita. Per me è ogni volta una rinascita a vita nuova… estasi…essere tela bianca, la mia pelle dipinta dalla passione del mio Padrone, i segni della nostra appartenenza impressi per sempre nel anima mia…sorrido in silenzio, accarezzando e completando i suoi segni su di me….e con il cuore pieno di gioia sussurrare… Grazie mio Signore

  3. Angelo Ferito

    21 Novembre

    Non ho potuto non soffermarmi a rileggere più e più volte la parte in cui parli del dolore. Sì, moltissime persone non lo capiscono. Anzi, di solito, il dolore fisico si rinnega, lo si allontana, impensabile cercarlo. Eppure per alcune persone è così. Diventa poi un bisogno. Un momento di estasi, quando si giunge al limite e poi si crolla tra le braccia del Padrone. Dopo mi sento tranquilla e sicura, in un modo che nient’altro può darmi. Forse è una cosa sciocca ma io per esempio dopo essere stata frustata riesco a dormire per alcune notti in modo totalmente sereno e senza pensieri. E’ solo un piccolissimo esempio di come il dolore possa purificarti ed,io, lo ritengo uno dei tanti tasselli che formano l’unione speciale ed inscidibile del rapporto Padrone/schiava.

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