casa delle schiave

Una lettera da una lettrice, fortissimo momento erotico inaspettato

Buongiorno Roger,

forse questa mail non ti interesserà ma voglio provarci egualmente perchè sto vivendo una situazione davvero complessa. Ho 33 anni e sono molto carina, so di esserlo.  Ho anche un compagno meraviglioso, ma un bel po’ di anni più di me. Da tempo gli parlavo di un collega di lavoro con continue attenzioni verso di me e una sera di questa estate, con mia sorpresa , mi ha detto di invitarlo a cena. Con sorpresa ancora più grande mi ha chiesto di mettermi sexi per la serata e la cosa mi ha eccitato non poco anche se non capivo.  Ero stuzzicata, molto, dall’idea di lasciarmi corteggiare anche perchè, colleghi e amici abbastanza intimi ormai da un paio di anni, ogni tanto il discorso era scivolato sul sesso, sempre più spesso negli ultimi tempi, e c’era qualcosa in come mi guardava che mi sfuggiva e al contempo mi eccitava pur non capendo cosa. Ho approfittato della serata calda e della comodità del darmi da fare in cucina per  accoglierlo, con sorpresa sia sua che di mio marito,  solo con una camicia di jeans di mio marito, abbondantemente sbottonata sia sopra che sotto. Nessuna reazione da parte di mio marito e questo mi ha un po’ stupita come mi ha stupito il dopo cena, in divano e in penombra per un dvd  dove mi sono lasciata accoccolare, prima un po’ incerta poi  con sempre meno timidezza fra le sue braccia. Una scena difficile da descrivere, mio marito che sembrava cieco, io sempre più eccitata dalle sue mani e sapeva dove metterle e l’altro, Marco,  che non si creava  più problemi. E qui sono sorti i due problemi che mi stanno incasinando la vita. Mio marito ad un certo punto va in bagno e non torna più. L’altro, Marco, mi siede sulle  sue gambe senza più preoccuparsi di nulla e io che non capivo più niente scoprendo una empatia di baci e di pelle e di testa fortissima fra me e lui per scoprire che probabilmente, senza rendermene conto , lo desideravo da sempre.  Ma non finisce qui anzi.. comincia qui.. improvvisa mi arriva una sculacciata sul sedere e mi guarda fisso negli occhi e poi un’altra e un’altra ancora e io ho provato qualcosa di nuovo, un brivido lungo la schiena e sotto la pelle, un fremito nuovo fino a farmi tremare il cervello.  Lui mi guarda e mi dice.. “smetto?” e io quasi tremando me lo ricordo gli ho risposto di no.  Mio marito è tornato dal bagno dopo quasi un’ora, in quell’ora Marco mi ha regalato, solo con le dita prima e con la lingua il secondo, i due orgasmi più “meravigliosi” della mia vita.  Ad un certo punto gli ho detto ti voglio ma lui mi dice ” no, non qua, ti scoperò quando voglio io, dove voglio io e come voglio io e li ho sentito il cervello sciogliersi e non capivo più niente.   Quando mio marito è tornato mi teneva stretta senza manco preoccuparsi di lui poi mi ha detto che era tardi e di accompagnarlo sulle scale.  Sulle scale abbiamo ricominciato, siamo rimasti al buio e con le dita mi ha regalato un altro orgasmo, non dolce come il primo, di forza quasi questa volta ed è stato ancora più bello  e io avevo paura che uscisse qualcuno ma lui mi ha detto di non preoccuparmi e pensare solo a lui e non trattenere i lamenti di piacere  e mentre godevo per la terza volta mi ha detto farò di te una donna felice ma voglio che tu sia la mia slave… manco sapevo cosa fosse quella parola e ho chiesto  e lui sempre col dito dentro a farmi vibrare, era come una droga  e tremavo tutta dal piacere, mi ha detto.. slave significa schiava, io farò di te la mia schiava e ti farò felice come non sei mai stata… Cominciavo a capire ma ho voluto chiederlo lo stesso, cominciava a prendermi il gioco, di testa intendo..  cosa vuol dire che sarò la tua schiava?  Che sarai mia, nel corpo e nella testa, che obbedirai sempre ai miei desideri, che lo farai semplicemente per il piacere di sentirti mia e di avere in me il tuo padrone e io ti regalerò mille emozioni e mille orgasmi sempre più forti e più belli. Mio marito era come scomparso ma ormai non era importante, in quel momento mi sentivo di Marco e basta e il gioco mi stava prendendo la testa e ho voluto provocarlo… “sicuro che ti obbedirò sempre? Non lo so mica sai…”

   In quel momento ho visto la sfida nei suoi occhi e ho capito cosa vuol dire schiava. Mi ha presa per mano e mi ha detto… accompagnami fino all’entrata…  ho avuto paura.. due piani di scale con addosso solo una camicia di jeans e tutta aperta ma mi ha stretto più forte la mano e mi ha detto.. dai .. impara a obbedire.. accompagnami fin giù.. Paura, emozione, eccitazione, un caos che non riesco a descrivere ma ho obbedito.  L’ho accompagnato fino al portoncino e siamo rimasti li ancora un po’ a baciarci e altro e ho capito che non mi fregava più tanto che arrivasse qualcuno, ho capito che obbedirgli era un brivido dentro. Poi mi ha detto domani ti chiamo, voglio vederti,  domani ti dico dove e come devi vestirti…   Ho passato la notte aspettando domani e per quanto ancora eccitata quando mio marito mi è venuto vicino per giocare gli ho detto di no come se mi desse fastidio… quello che volevo chiederti però è un’altra cosa.. è normale questo?  E’ normale che lui ordini e questo è stato solo l’inizio di un percorso che sta andando ben oltre e io sia comunque felice di obbedirgli?  Questo mio sottomettermi ai suoi desideri e alcuni sono stati “pesantini” sopratutto ultimamente dove può portare? Voglio bene a mio marito che peraltro ormai ha capito molto, non tutto ma molto ma non se ne parla e non voglio rovinare il mio matrimonio dopo anni però so anche che non potrei, non “voglio” rinunciare a Marco, sono due cose diverse, una mi dà serenità ma l’altra mi regala dei brividi a cui non voglio rinunciare e ogni volta c’è un passetto in più, verso non so dove.. è questo che un po’ mi spaventa, questo non sapere dove mi vuole portare ma allo stesso tempo cosciente che dovunque voglia non riuscirò a dirgli di no, un abbraccio

Valentina

  1. luna

    1 Gennaio

    Certo che e’ difficile scegliere, ma sara’ la tua parte ribelle e la tua anima che lo fara’ per te.
    Luna

  2. valentina

    4 Gennaio

    ciao Luna, nella lettera a Roger ho cercato di frenare la mente per tutte le paure che ancora avevo in quel momento ma era estate a quel tempo e tempo ne è passato molto e pur nel caos dei tempi difficili che stiamo vivendo (Covid) la situazione è andata avanti da sola confermandomi sia le paure che i desideri. Volevo bene a mio marito e ancora gliene voglio ma l’anima ha già fatto la sua scelta perchè probabilmente non aveva altra scelta. Oggi non so più come vivere il mio tempo, altalenata fra la paura per un nuovo incontro e quello che porterà e l’ansia che brucia i giorni in attesa che arrivi ma forse a questo punto la mia storia non è più speciale ma simile ad altre che ho letto qui dentro. Adesso so cosa significa slave ed è una parola che solo a pronunciarla dentro di me mi regala un dolce brivido anche se sto scoprendo che per ogni slave, credo, c’è una strada da compiere e la mia credo è appena all’inizio, un abbraccio Vale

  3. M Silver S Alice

    25 Gennaio

    Hai una grande fortuna, un marito che ha capito molto più di quello che tu sai affrontare, ti ama non come corpo effimero ma come individuo intoccabile, non rovineresti magari nulla parlandone ma se lui non lo fa è anche per rispetto a se stesso che, magari, sa di poter gestire questa cosa è non di più.
    Proteggi te stessa e domina i tuoi muri senza usare la voce, è il mio più gentile augurio.

  4. valentina

    25 Gennaio

    cari Silver e Alice, grazie per le belle parole anche se le cose sono proseguite in modo diverso dal vostro consiglio. Mio marito pur non facendomi mancare nulla come parole e gesti gentili, più ancora di prima forse, si sta progressivamente allontanando da me, quasi come fratello e sorella più che marito e moglie e questo mi ha portato a dedicarmi completamente a Marco senza più farmi domande anche se domande dovrei farmene credo. Il problema è che se da una parte mi sento sempre più “sua” dall’altra aumentano anche i dubbi, forse perchè con lui ho imparato a obbedire senza chiedere e sento spesso la mancanza di un amico o un’amica a cui chiedere come e perchè, qualcuno che fosse parte di questo mondo che ancora mi è in gran parte sconosciuto, un mondo che mi attrae e si apre ogni volta con una nuova scoperta ma al contempo mi rinnova il dubbio che il “traguardo” sia molto più in là di dove sono giunta. La domanda che ogni tanto mi pongo è… ma c’è un traguardo? un momento in cui lui, il mio “padrone” non vorrà qualcosaltro in più? A volte ho la sensazione di fluttuare in un mondo di cui ormai faccio parte ma infinito senza riuscire ancora a farmi un’idea di dove lui voglia portarmi perchè è vero da una parte che in pochi mesi mi ha portata con passi progressivi a esperienze che mai mi sarei sognata di vivere ma è anche vero che ho la sensazione che lui abbia su di me fantasie ancora più coinvolgenti e che mi ci voglia portare in modo progressivo e di questo peraltro gliene sono grata. C’è un aspetto soprattutto di lui su cui continuo a farmi domande. Fin da subito, quando uscivamo insieme io e lui, mi voleva vestita in modo provocante ma manteneva in pubblico un certo atteggiamento di rispetto come fossimo semplici amici o “amanti per bene”. Poi è cambiato , ultimamente ogni occasione è buona per baciarmi e toccarmi anche in pubblico senza alcun ritegno e proprio pochi giorni abbiamo incrociato per strada una coppia di vecchi amici miei e di mio marito che probabilmente colti di sorpresa dalla situazione si sono fermati per fare due chiacchiere. Ho fatto l’errore di dirgli.. ti prego, stai buono un attimo ma ha sortito l’effetto opposto, è stato come se volesse dire al mondo che io ero la sua schiava e lui il mio padrone. Cosa ho provato? difficile dirlo, un bel po’ di vergogna all’inizio ma poi un’eccitazione ancora più forte dal suo stringermi e toccarmi senza pudore davanti a loro. Devo dire che tutto è passato poco dopo, risaliti in auto e trovato un posto tranquillo abbiamo fatto l’amore e non lo avevo mai sentito così carico e focoso verso di me, è stato più bello del solito . Ecco perchè mi chiedo.. dove arriveremo?

  5. Francesco Silvestri

    25 Gennaio

    Sta alla sua sensibilità comprendere e rispettare le tue volontà non dette.
    Sembra da come descrivi le situazioni che a lui stia mancando un po’ di sicurezza e determinazione, questo spesso porta ad atti di possessività ossessiva, gelosia e purtroppo cadute di classe.

    Vi auguro di ritrovare equilibrio

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